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Recensione: Spider-Man No Way Home

da 28 Mar 2022Culture, In primo piano0 commenti

Allerta Spoiler: in questo articolo sono presenti degli spoiler

Tutti noi, almeno una volta nella vita, abbiamo visto un film di Spider Man: il piccolo eroe che, oltre a essere colmo di problemi adolescenziali e scolastici, dimostra di essere un personaggio responsabile e in grado di rischiare la sua vita contro nemici misteriosi.

Nel corso degli anni ci furono tre “Peter Parker” interpretati da attori diversi: Tobey Maguire, che recitò per la prima volta come Spiderman nel film del 2002 e poi in quelli del 2004 e del 2009; Andrew Garfield, che debuttò in questo ruolo nel 2012, e infine Tom Holland, protagonista dei film degli anni 2017/2019 e 2021. In quest’ultimo film, “Spider-Man: No Way Home”, c’è stato un meraviglioso colpo di scena che ha fatto incontrare le tre distinte generazioni di spiderman, riunite dalla storia cinematografica e dall’immensità del “Marvel Cinematic Universe”.

L’universo Cinematografico della Marvel ha già introdotto, in diversi degli ultimi film e serie TV, il concetto di multiverso, portato nel mondo del fumetto da Stan Lee. Il multiverso prevede l’esistenza di più universi e galassie parallele, in ognuno di questi accadono cose diverse a seconda degli eventi scatenanti. Proprio grazie a questi eventi si creano nuove storie con gli stessi eroi che già conosciamo, oppure storie che già conosciamo con eroi diversi. 

In questo nuovo film, diretto da Jon Watts e che vede Tom Holland nei panni di Peter Parker, Spiderman dovrà affrontare i suoi nemici più famosi come il Dottor Octavius di Alfred Molina, Goblin di Willem Dafoe, Electro di Jaime Foxx, l’Uomo-sabbia di Thomas Haden Church e Lizard di Rhys Ifans. Tutti antagonisti provenienti dai vecchi film di Spiderman di Sam Raimi e Marc Webb. L’espediente che da il via agli avvenimenti ce lo dà lo stesso Peter, che nelle prime battute del film si rivolge al Dottor Strange per lanciare un incantesimo che faccia dimenticare a tutti la sua identità segreta. Il rituale viene però rovinato dallo stesso Peter e causa un evento improvviso, ovvero l’arrivo da tutto il multiverso di tutti quelli che conoscono l’identità di Spiderman.

 “Spider-Man: No Way Home” porta i fumetti di Stan Lee sullo schermo in maniera brillante e inaspettata. Un film pieno di colpi di scena che unisce diverse storie in una sola. Ero molto emozionata di rivedere i nemici di Spiderman dei film che da piccola mi avevano coinvolta nelle loro storie. Mi piaceva tanto e mi piace tutt’ora come tutti i cattivi non fossero mai lo stereotipo di una persona malvagia che vuole solo fare del male, invece sono semplicemente persone con degli ideali che sono state portate, a causa di un episodio traumatico, a compiere cattive azioni. Ciò non li giustificava nel compiere le loro azioni, ma almeno sapevi che avevano un motivo che li spingeva a essere cattivi.

Eleonora Spampinato

Eleonora Spampinato

Frequento il liceo linguistico Setti Carraro a Milano, in particolare studio nella sezione internazionale spagnola. Mi piace molto scrivere quello che mi passa per la testa, e adoro il cinema infatti amo guardare i film.

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